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Al termine
della tradizionale Messa del Mercoledì Santo a Casa S.
Giovanni, per scambiarci gli auguri per il triduo pasquale e per la
Pasqua di resurrezione, don Vittorio ha comunicato ai soci, ai
volontari e agli amici presenti il nome della casa famiglia aperta
il 24 Dicembre 2010. “Casa Annalena”in onore di
Annalena Tonelli.
E’ stato
distribuito ai presenti un foglio con qualche notizia su questa
grande donna. Molti lo hanno anche ricevuto nelle newsletter.
Ho pensato di
chiamare la casa per famiglie “Annalena Tonelli” ed affidarla
alla sua protezione celeste. Da quando ho letto il suo intervento il
30 novembre 2001 a un convegno del Pontificio Consiglio per la
Salute, come rappresentante del volontariato, ho pensato che
potevamo diventare amici. Annalena ha la radice ANNA (S. Anna!); il
suffisso LENA, che dice movimento, dinamismo, laboriosità, allegria.
E’ una laica, consacrata nel cuore, nella mente, nelle mani; è una
contemplativa attivissima; è una settentrionale non razzista; è una
missionaria che non ha scritto libri né fondato ordini …
E’ nata il
2 Aprile 1943
a Forlì ed è stata uccisa il 5 Ottobre 2003
in Somalia, da fondamentalisti, come i Monaci francesi di Thibirine
(Algeria).
Non è una
suora, non è ancora né santa né beata, non ha fatto quello per cui
ha studiato (avvocato, ha fatto essenzialmente il medico e il
ricercatore). Ha fatto volontariato a Forlì e nel mondo; dell’Azione
Cattolica, ha presieduto la Fuci di Forlì; a 20 anni a Forlì ha
fondato il Comitato per la Lotta contro la Fame nel Mondo e
ha invitato Raoul Follereau; a 22 anni ha lasciato la Fuci per
dedicarsi a Gesù nei poveri e nella preghiera; a 24 anni ha invitato
l’Abbé Pierre (Comunità di Emmaus); a 27 parte per l’Africa che
diventa la sua patria (ma il suo primo progetto era l’India…!). Vive
in Kenya dal 1969 al 1985 quando viene espulsa per aver denunciato
l’eccidio del popolo Degodia; vive in Somalia dal 1987 fino alla
morte, nel 2003.
Dopo la sua
uccisione rimangono in vita le strutture ospedaliere di Wajir, Merka,
Borama; le scuole di Merka; il centro per la riabilitazione a Wajir;
il metodo contro la tbc adottato dall’Organizzazione mondiale della
sanità in tutto il mondo; il Comitato di Forlì, che manda a Borama
180.000 euro l’anno.
In Kenya
insegna per due anni l’inglese; dal 1971 inizia a dedicarsi ai
bambini orfani e disabili e ai malati, soprattutto di tubercolosi
(tbc). Nel 1976 il governo le affida la direzione di un progetto
pilota per la tbc, a Wajir. Organizza ospedali per i nomadi.
In Somalia
rinnova un ospedale e degli ambulatori, organizza la distribuzione
degli aiuti alimentari e medici, un nuovo centro per la tbc, un
nuovo ospedale, scuole e centri per i disabili, scuole di
alfabetizzazione, di lettura del Corano; una campagna contro le
mutilazioni genitali femminili.
Nel 1994
lascia l’ospedale di Merka alla Caritas e alla nuova responsabile
Graziella Fumagalli, che viene uccisa nel 1995.
Qualche
numero:
3000 sono i
pasti giornalieri nei 18 mesi della carestia in Somalia (1992-93);
3000 dollari
mensili in stipendi per il personale locale;
1.000 dollari
al giorno spesi per i pasti;
700 bambini e
disabili nelle scuole, ogni giorno;
500 malati
curati al giorno, a Merka, Somalia, dal 1991, di cui 300 bambini
tbc;
200 posti
letto nell’ospedale somalo di Borama, erano 50, 1996-2003;
40 donne
somali fabbricanti di stuoie;
9 corsi
scolastici per adulti: inglese, arabo, italiano, somalo, matematica;
6 sono i mesi
per la terapia anti tbc inventata da Annalena, prima erano 18;
2 imboscate in
Kenya, 1984-85, e 2 aggressioni, 1990-91, in Somalia;
1 arresto e 1
processo in Kenya, 1984-85, e 1 sequestro in Somalia, 1990;
1 onorificenza
italiana, 2002, Presidenza Ciampi, cavaliere della Repubblica, e 1
medaglia d’oro al valore civile, post mortem, Ciampi, 4 novembre
2003;
1 incontro con
la stampa, 21 giugno 2003; 1 premio Onu, “Nansen”, 25 giugno 2003;
zero titoli
pontifici.
P.S.
Renzo Botteghi,
socio e amico di Casa S. Anna, ha accettato l’incarico di cercare
altre notizie su Annalena e di prendere contatti con la realtà
romagnola di origine di questa nostra amica. |