Casa Rifugio Sant'Anna

 

 

Casa S. Giovanni e Casa S. Giuseppe

 

Il 1° settembre 2005 Casa S. Anna onlus ottiene in affitto una casa in condizioni disperate all’interno dell’azienda agricola Romolo Vaselli a Colle Prenestino. Rimessa in ordine con il lavoro paziente ed entusiasta di tanti amici è divenuta Casa S. Giovanni, casa di formazione dei soci e dei volontari, luogo d’incontro, crescita e riflessione, in particolare per le famiglie e per il mondo giovanile e scout.

Il 1° agosto 2006 ottiene in affitto dai Vaselli un appartamento a pochi passi da Casa S. Giovanni: dopo il restauro si apre così Casa S. Giuseppe, rifugio per uomini maggiorenni, da aiutare in un percorso di rinascita umana e spirituale. Dai sei posti iniziali siamo arrivati a dodici. Sono passati finora da questa Casa 73 uomini, dai 20 ai 65 anni di età: afghani, albanesi, armeni, egiziani, ivoriani, libanesi, libici, macedoni, marocchini, polacchi, rumeni, serbi, della Sierra Leone, siriani, somali, tunisini, zingari…

 

È una casa rifugio: man mano che gli ospiti “si rimettono in piedi” ripartono. Le porte di casa sono aperte per accogliere e ancora di più per uscire. L’associazione continua a seguire chi lo richiede, con una rete di solidarietà discreta ma resistente.

I primi ospiti erano soprattutto stranieri extra comunitari, spesso clandestini, provenienti dalla strada o dalle baracche e alcoolisti. Ora sono in maggioranza italiani, con problemi di solitudine e isolamento, abbandono familiare, depressione, dipendenze. Ci vengono inviati dagli assistenti sociali dei Municipi di Roma e da altri Comuni del Lazio, dell’Abruzzo, ecc.; dalle Caritas parrocchiali; dalla Caritas Diocesana di Roma; da altre strutture di accoglienza; da altre associazione di volontariato; dai gruppi che lavorano con il disagio di strada, con l’emergenza freddo, nelle stazioni ferroviarie; dalle parrocchie; dalle scuole cattoliche.

Alcuni arrivano da noi da soli, perché qualcuno ha suggerito Casa S. Giuseppe, con il passa parola dei poveri.

La nostra Casa infatti accoglie persone con qualunque forma di disagio, senza specializzazione in alcuna forma particolare. Conoscendo la persona, vediamo insieme dove è meglio inserirla, ad esempio in un centro per tossicodipendenti, o altrove, oppure se può trovarsi bene da noi per il proprio percorso di recupero.

Ecco il nostro nuovo progetto nato nella Primavera 2010:

UnMattonePerUnaCasa

Per far fronte alle crescenti domande di aiuto abbiamo deciso, dopo un discernimento iniziato nell’Autunno 2009, di cercare un appartamento dove collocare per il tempo necessario (ma non per sempre!) due nuclei familiari completi, costituiti da mamma, papà e bambino/i piccoli. Attualmente tutte le strutture di accoglienza e di carità separano la famiglia.

Le mamme con i bambini in una casa, i papà in un’altra struttura (non esistono finora case per papà con bambini, ad esempio se la mamma è in carcere, o è per strada, o è morta), i figli adolescenti maschi in una terza casa e le figlie adolescenti femmine in un’altra ancora !

Anche noi abbiamo attualmente due papà, le cui mogli/compagne con il figlio/a sono presso altre case.

Noi desideriamo tenere unita la famiglia.

E scommettere sulla solidarietà e la condivisione, facendone convivere due: anche per evitare il rischio di sentire questa casa come privata e propria, e non più come rifugio provvisorio, anche se eventualmente per un periodo medio-lungo. Non vorremmo che si instaurasse il meccanismo della “casa popolare”, che essendo di tutti non è più di nessuno, e il più furbo se la prende.

In Aprile, grazie ad amici di buona volontà, abbiamo finalmente trovato l’appartamento giusto, per dimensioni, collocazione, prezzo: si tratta di un pianoterra con giardino, con due camere da letto, due bagni, cucina, pranzo e ripostiglio; situato in un quartiere popolare, con tutti i servizi, comprese le scuole materna, elementare e media, e degli asili nido. Abbiamo valutato attentamente i pro e i contro, sentiti  tanti volontari, soci, amici, abbiamo deciso e il 14 Luglio abbiamo firmato il compromesso, dando i primi 10.000 euro.

Ora siamo in trattative con una Banca per ottenere il mutuo.

Intanto con la campagna UnMattonePerUnaCasa, iniziata a Maggio,  abbiamo raccolto oltre 13.000 euro. Hanno contribuito sacerdoti, famiglie, ragazzi e ragazze, anziani, ricchi e poveri. Una coppia di sposi ha “dirottato” su questo progetto i regali di nozze; un’altra ha scelto questo progetto al posto delle bomboniere; due famiglie hanno scelto di non fare le bomboniere per il battesimo del loro figlio, a favore nostro; Valentina Comanda ha tenuto per noi un concerto di fado al Gianicolo il 14 Luglio … Veramente una gara di solidarietà e di fantasia.

Dobbiamo continuare così !

Il nostro sogno è trovare 250 famiglie, o gruppi di famiglie, di amici, di colleghi al lavoro, di genitori con i figli a scuola, che “comprino” ciascuno un mattone da 1.000 euro !

Il sogno sarebbe non dover ricorrere al mutuo bancario. Ma intanto che la Provvidenza si organizza, dobbiamo prevedere la possibilità di una “maggiore lentezza” nell’afflusso degli aiuti e allora andiamo avanti con il mutuo…

Nella nostra Casa Famiglia chi può lavora fuori casa, aiutato e sostenuto. Chi non può lavorare fuori casa, fa quello che può in casa. Ognuno contribuisce secondo le proprie possibilità al buon andamento di casa cercando di evitare l’umiliazione dell’assistenzialismo e dell’elemosina.

L’opera è interamente finanziata dalla Provvidenza, attraverso il sostegno dei soci, il contributo dei volontari, l’intervento degli amici, il “5 per mille”, le tante iniziative.

Ad esempio, il 24 settembre 2006 nasce il  Mercato dello scriba per sostenere l’associazione, conoscere nuovi amici, proporre la cultura della riduzione dei consumi e del riciclo dei materiali. Il mercato si svolge ogni anno a settembre-ottobre, novembre, marzo e giugno, con quattro edizioni ordinarie (autunno, inverno, primavera, estate) e con edizioni straordinarie.

 

L’associazione con i propri prodotti ha partecipato alla “notte bianca della solidarietà” del Comune di Roma, il 29 giugno 2007, alle varie edizioni della “festa diocesana della famiglia” al Santuario del Divino Amore, al mercatino di Ponte Milvio.

 

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