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Padre Coste ha svolto la sua attività pastorale a Torre Angela e
dintorni a partire dall’inizio degli anni Sessanta e ha avuto la
possibilità di entrare in contatto con il mondo giovanile di quegli
anni. Egli era un profondo conoscitore della storia di quest’area
della Campagna Romana e la sua presenza in questi luoghi come
sacerdote e archeologo-topografo, ha non solo arricchito di studi
preziosi la storia del nostro quartiere ma ha coinvolto molti dei
giovani di allora in un’esperienza concreta di crescita umana e
spirituale.
La scelta di dedicare lo studio d’arte a Jean Coste, risiede proprio
nella forte dedizione che il religioso ha avuto nei confronti dei
giovani e del valore che egli attribuiva alle capacità del singolo e
alla concreta possibilità che ciascuno ha di intraprendere un serio
cammino di formazione culturale, lavorativa e umana.
Jean Coste nasce a Clermont-Ferrand l’8 ottobre 1926, entra
nell’ordine marista a Lione nel 1945 dove studia filosofia,
teologia, lingue classiche ed ebraico; diviene sacerdote nel 1951.
Giunge in Italia nel 1953 e inizia dapprima a dedicarsi allo studio
della storia della congregazione marista; per la sua eccezionale
competenza è chiamato in tutto il mondo a tenere conferenze e corsi
sull’argomento.
Nei primi anni Sessanta, gli viene affidata l’attività pastorale
presso le borgate della zona est di Roma e frequentando questi
luoghi, emerge in lui l’interesse per la topografia antica della
Campagna Romana.
Padre Coste giunge nella parrocchia di
S. Maria Causa Nostrae
Laetitiae a Torre Gaia intorno al 1962, frequenta assiduamente
per circa venti anni anche la comunità di Torre Angela.
Insieme agli adolescenti della parrocchia dopo la liturgia
domenicale, egli era solito organizzare delle “passeggiate”, vere e
proprie ricognizioni topografiche sui luoghi, alla ricerca di
testimonianze dell’antico. In quegli anni sono stati rinvenuti
grazie a Jean Coste e ai suoi giovani accompagnatori numerose e
rilevanti testimonianze dell’antichità in queste zone. Egli si è
dedicato ai suoi personali studi sull’area, poi pubblicati e resi
noti agli studiosi e nello stesso tempo ha avuto la possibilità di
entrare in relazione con i ragazzi della “borgata”, così diversi
anche tra loro per cultura e provenienza.
Come si legge dai diari di padre Coste, i giovani accompagnatori si
rivelavano entusiasti di entrare in un’esperienza, che coniugava
insieme il gioco e l’avventura, stimolava la curiosità e li
coinvolgeva da protagonisti in un progetto concreto, alla ricerca di
storie e immagini di altri tempi.
In seguito a quelle passeggiate, aiutato dai ragazzi “più grandi”,
Jean Coste scrisse un fascicolo inedito e ancora conservato
gelosamente da poche persone, intitolato Le antichità dei
Dintorni di Torre Gaia.
Nel lavoro vengono classificati puntualmente tutti i reperti
rinvenuti e il luogo esatto in cui sono stati trovati nel periodo
tra il 1962-1965. Oggi lo scritto costituisce una testimonianza di
quello che era il territorio naturale di Torre Angela al tempo, di
cui non è rimasta più quasi alcuna traccia, ad eccezione della
tenuta Vaselli su cui si trova Casa S. Giovanni sede dello Studio
d’Arte.
Jean Coste mirava sempre a tradurre l’esperienza gaia e ludica
dell’escursione per i campi, in un momento di concreta ricerca
individuale e collettiva, che dava la possibilità a molti di
dimostrare a se stessi e ai proprio compagni, di riuscire a vivere
un personale percorso di ricerca e scoperta. Scrivere concretamente
questo “libretto”, costituì per lo studioso un momento importante
che rese visibile al gruppo e ai singoli partecipanti, il risultato
dell’impegno preso.
Padre Coste è stato in grado di valorizzare la familiarità che i
giovani di allora avevano con la propria “casa”, le proprie strade,
coinvolgendoli in un “progetto” di più ampio respiro che li vedeva
protagonisti della “storia” del luogo in cui vivevano.
A partire dai primi anni Ottanta l’ordine marista affida a padre
Coste nuovi incarichi, tra cui la mansione di archivista presso
l’Archivio della basilica di S. Maria Maggiore in Roma e la sua
competenza acquisita riceve un adeguato riconoscimento
dall’università di Roma e da altri importanti centri di ricerca.
Anche se preso da una molteplicità di impegni, Jean Coste non smise
mai di divulgare le sue conoscenze ad ogni genere di pubblico
interessato, dagli insegnanti di ogni ordine e grado, agli
appassionati di storia locale, ai ricercatori, agli studenti; il suo
ricco archivio formato da migliaia di schede topografiche,
fotografie e diapositive, il diario di ogni escursione effettuata,
una vastissima letteratura su argomenti generali e una nutrita
schiera di pubblicazioni di interesse locale, era sempre a
disposizione di tutti.
Lo studioso è scomparso il 12 agosto 1994 e la sua persona rimane
ancora tra i ricordi più cari, di chi oggi divenuto adulto ne
ricorda le parole, gli incoraggiamenti, le esortazioni, gli scherzi
leggeri e i moniti costruttivi.

Nel momento in cui si è presentata la necessità di scegliere il nome
più adeguato per lo studio d’arte, abbiamo dedicato a Jean Coste
questo luogo dove ci si augura venga rievocata una comunione di
interessi e intenti, tra noi, la storia, l’arte e il territorio.
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