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Casa S. Anna ONLUS

La onlus Casa S. Anna nasce ufficialmente il 5 giugno 2002 a Roma.
Ha le sue radici nella scelta dei piccoli e dei poveri fatta progressivamente da d. Vittorio (sacerdote della Diocesi di Roma) con un gruppo di amici a partire dal 1989: la chiamata a lavorare con i disagiati, con le persone che Logo sorellaluna.

Inizialmente sono state mamme con bambini, oppresse da mariti violenti, oppure sole, con difficoltà economiche o psicologiche; a volte mamme dell’oratorio o di bambini inseriti nella catechesi. Da aiutare con l’ascolto, con un pacco viveri, con l’indirizzo di un pediatra, di un avvocato o di un consultorio, con un corredino, con una bolletta pagata, con un accompagnamento più attento o una vicinanza silenziosa.

Si sono poi aggiunti i giovani a rischio: ci siamo appoggiati alle comunità esistenti, in particolare al Ceis-Centro Italiano di Solidarietà e alla Comunità Incontro. Con loro sono arrivati gli adolescenti e ci siamo fatti aiutare da Koiné, struttura del Ceis specializzata per i giovanissimi.

Infine è arrivata l’ondata degli stranieri, clandestini o regolari, conosciuti nelle stazioni ferroviarie, nelle parrocchie, alla Caritas. Grazie a loro ci fu l’incontro con Medici senza frontiere.casa sant'anna com'era

Nasceva e diventava sempre più forte l’esigenza di avere una casa, un centro di formazione per i volontari, e insieme un luogo di pronta accoglienza, soprattutto per le mamme e i bambini. Si faceva strada l’idea del “rifugio”.

Intanto d. Vittorio che dal 1991 era vice parroco a S. Giovanni Battista De Rossi, nella prima cintura periferica di Roma, viene trasferito nel 1997 ai Santi Simone e Giuda Taddeo, come parroco, nella borgata di Torre Angela, al di là del grande raccordo, nella periferia orientale. Una borgata di oltre 130 strade, con più di 60 nazionalità.

Fu molto preziosa l’attività del ricostituito centro d’ascolto parrocchiale, che dal 1998 al 2006 ha ascoltato oltre 3.000 persone, con le situazioni più varie.

Ci si è così progressivamente resi conto della necessità di dare stabilità e continuità all’opera da tempo iniziata.

Per questo abbiamo voluto creare una onlus (organizzazione non lucrativa di utilità sociale), così da non gravare eccessivamente su una o più parrocchie, ma cercando la collaborazione di tutte le persone e gli enti di buona volontà; abbiamo anche pensato di evitare il pericolo di legare troppo l’opera ad un singolo sacerdote ed al suo incarico temporaneo, in modo da ridurre il pericolo di una crisi ad ogni cambiamento di incarico.sorellaluna

 Il nome “Casa S. Anna” è venuto naturalmente.

Casa”: si voleva creare una Casa per i casi più delicati, con uno stile familiare, di semplicità ed accoglienza. Non uno ospizio, né un cronicario, ma un rifugio per tutto e solo il tempo necessario a rimettersi in piedi e ripartire nell’avventura della vita.
Dunque una “Casa rifugio”, con un progetto personalizzato per ogni ospite. Era il tempo della guerra in Afghanistan. I frati di Spello ricevettero una lettera da Kandahar e la diffusero. Noi la leggemmo con i giovani, gli adulti, le famiglie, nelle Messe, negli incontri di preghiera e nelle catechesi. Era scritta e firmata da una giovane mamma: Anna. Per i cristiani Anna è una donna molto importante, è la mamma di Maria, la nonna di Gesù; è la celeste patrona delle mamme che aspettano un bambino.

La scelta del nome era fatta!  Si chiamerà Casa S. Anna.

Nata Casa S. Anna onlus, arrivarono altre donne, ricordiamo qualche nome:

Lada, Saima, Andrea… e poi gli uomini: Giovanni, Vittorio, Luca, Cipriano… Tanti volti, di tanti popoli.